Dove prima c’era una casa adesso ci sono macerie e medaglie sparse sul suolo. I funzionari governativi iraniani hanno reagito in maniera cruenta al gesto dell’atelta Elnaz Rekabi, che aveva preso parte ad una gara senza indossare il velo, diventando l’eroina delle proteste contro il regime. Adesso la sua villa di famiglia è stata rasa al suolo, secondo quanto riportato dal notiziario IranWire.
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Aveva gareggiato senza velo islamico alle competizioni internazionali di arrampicata di Seul dello scorso ottobre, ribellandosi alle regole imposte dal regime iraniano. Ma quel coraggioso gesto (di adesione alle proteste pro-libertà) è costato decisamente caro alla giovane campionessa iraniana di arrrampicata Elnaz Rekabi. Al rientro nel suo Paese, l’atleta è stata messa agli arresti domiciliari. Ma evidentemente questa punizione non è stata sufficiente per le autorità, che si sono vendicate in maniera brutale colpendo la sua famiglia.
Un paio di giorni fa la villa di suo fratello Daud Rokabi (anche lui campione di arrampicata), è stata demolita dai funzionari del Governo. A denuciare l’accaduto la piattaforma di informazione Iran Wire, formata da


