“Se domani non passerà il piano di revisione tariffaria valuterò le mie dimissioni da amministratore unico”. Così ha risposto stasera Salvatore Genova, numero uno di Talete, a chi gli ha chiesto cosa farà domattina in caso di ammutinamento dei sindaci. In poche parole, se i primi cittadini non voteranno sì all’aumento delle bollette, Genova potrebbe anche lasciare la sua carica, aprendo nuove giornate di crisi nerissima per la società.
L’aumento di cui parla l’ingegnere è del 12% sotto forma di conguaglio per il 2022 e dell’8% per il 2023. Numeri che, di sicuro, non fanno stare sereni i sindaci: prendere una decisione a cuor leggero su un argomento così delicato è difficile. Probabilmente, Genova ha detto questo per tenere alta la soglia della tensione e compattare il fronte dei comuni che vogliono tenere in vita Talete. “Siamo obbligati da Arera a farlo e siamo pure in ritardo”, ha affermato. Certo è che, se il piano naufragherà, non ci saranno molte vie d’uscita alternative. Come spiegato chiaramente da Alessandro Romoli, presidente dell’Ato e della Provincia, Talete domattina potrebbe fallire con effetto


