Il presidente cinese Xi Jinping ha ripreso come uno scolaretto il premier canadese Justin Trudeau. “Colpevole” di aver fatto uscire sulla stampa i contenuti di un precedente incontro tra i due, Xi lo prende da parte e lo rimprovera: “Tutto ciò di cui abbiamo discusso è uscito sulla stampa. Questo non è appropriato”. Trudeau risponde diplomaticamente che “in Canada crediamo nel dialogo franco e libero. (…) Continueremo il dialogo con voi, ma ci saranno punti su cui saremo in disaccordo”. Xi lo interrompe: “Prima creiamo le condizioni”. Gli stringe la mano e si allontana.
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In carica come Presidente della Repubblica Popolare cinese dal marzo 2013, forte della recentissima conferma di un terzo mandato, Xi Jinping appare nei contesti internazionali come un consumato leader politico. Questa aura che ormai lo circonda gli ha permesso di rivolgersi a Trudeau in quel modo, diversamente dallo stile misurato che normalmente lo caratterizza in pubblico.
Al di là dell’episodio canadese, a Xi interessa rimodellare un’immagine internazionale parzialmente danneggiata dall’”amicizia senza limiti” con la Russia di Vladimir Putin. Tuttavia, osservando


