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Crimi e Taverna riciclati dal M5s con stipendio da 70mila euro: anche gli anti-Casta tengono famiglia

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Questa foto dove Rocco Crimi e Paola Taverna si abbracciano festanti è datata 12 febbraio 2020: la coppia pentastellata celebra l’abolizione dei vitalizi. Mille giorni dopo, l’ex capo politico M5s e la ex vicepresidente del Senato sono fuori dal Parlamento, ma avranno comunque uno stipendio di tutto rispetto. Pagato dai contribuenti.

Crimi e Taverna avranno lo stipendio dai fondi pubblici M5s

Lo riporta Repubblica, che svela la clamorosa indiscrezione sugli ex anti-Casta. Il Movimento 5 Stelle avrebbe pronto per Crimi e Taverna «un contratto di tutto rispetto, in termini economici, che vale altri cinque anni nel Palazzo: 70mila euro l’anno». Soldi che arrivano dai «fondi dei gruppi parlamentari. Il biglietto d’oro offerto da Giuseppe Conte ai grandi ex, rimasti fuori dal Parlamento causa tagliola del doppio mandato, è valido solo per due. “I due più meritevoli, i più esperti”, dicono nel M5S. L’identikit porterebbe “naturalmente” ai due. E gli altri trombati eccellenti? Il quotidiano diretto da Maurizio Molinari osserva che, «in teoria diversi ex parlamentari potrebbero reclamarli, occupando ancora posti d’onore nelle gerarchie interne: due ex ministri come Danilo Toninelli e Fabiana Dadone, membri del comitato dei probiviri. Laura Bottici, che fa parte del comitato dei garanti nazionali».

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Dovrebbe tacere e acconsentire anche Roberto Fico. Arrivò in autobus a Montecitorio e se n’è andato in autoblu. Anzi, non se n’è andato affatto. Ha approfittato prontamente delle prerogative messe a disposizione per gli ex presidenti della Camera e ha ottenuto l’ufficio per altri 5 anni. Ironia della sorte (e per la singolare legge del contrappasso) proprio all’altana di Montecitorio (sotto al tetto dove i grillini protestarono nel 2013). Fico avrà a disposizione anche un suo mini-staff esterno. Pagato ovviamente dai contribuenti italiani.

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