Victoria Lomasko, Two Worlds, 2021, China, acquerello e acrilico su carta 420 x 297 mm | Courtesy Edel Assanti, London
Brescia – Artista professionista, prima ancora che dissidente, Victoria Lomasko sa che la sua prima mostra in Italia, accolta a Brescia, cambierà il suo destino.
Arrivata in Italia a marzo scorso dopo una partenza rocambolesca dalla sua Russia – paese nel quale ha tentato fino all’ultimo di rimanere per portare avanti il proprio ruolo di testimone – Victoria ha fino ad oggi dovuto lottare per ottenere i documenti “spendendo molto tempo – come lei stessa afferma – a dimostrare di essere un’artista dissidente”. E adesso che l’ultima sua opera è stata completata la notte scorsa proprio all’interno del Museo di Santa Giulia – spazio che fino all’8 gennaio accoglierà la sua personale dal titolo The Last Soviet Artist a cura di Elettra Stamboulis – colei che è considerata dalla critica come la più importante artista sociale grafica russa può davvero dirsi felice.
Russian Artists in The USA (Dartmouth College Sketches), 2019 Acquerello, acrilico, penna e inchiostro su carta 415


