Di destra, ma poco trumpiano: perché De Santis è (non da oggi) la carta repubblicana per il 2024

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Ben prima della vittoria schiacciante del candidato repubblicano Ron De Santis alla corsa per la rielezione in Florida era chiaro che il suo nome sarebbe stato il fattore di novità nella politica repubblicana a stelle e strisce. Se ne parla da almeno due anni per una serie di ragioni. Guida uno Stato centrale per le elezioni presidenziali; anche se in passato gli italoamericani non anno avuto gloria in occasione di urne Usa (Giuliani o Santorum) ha dalla sua il sostegno della comunità italiana, di pezzi della Chiesa ratzingeriana e anche dell’ex segretario di Stato Mike Pompeo, oltre a quella parte di Partito repubblicano che considera Donald Trump un freno nella corsa Gop alla Casa Bianca (come dimostra la mancata ondata rossa); De Santis non può essere nell’immaginario collettivo il nome che pesca al centro, visto che ha posizioni molto di destra praticamente su tutto.

Cosa pensa e cosa ha fatto

Legato al Tea Party, è vicino alla lobby fondamentalista protestante Family Research Council Action PAC. E’ contrario alla legalizzazione della cannabis, per questa ragione ha votato contro la Veterans Equal

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