Donne e giovani attivisti per il clima e l’ambiente danno voce a chi non ha voce, scendendo in piazza contro l’inazione climatica dell’ultima Conferenza delle Parti
@Fridays for Future
La COP27 va avanti fra incespichi, proteste, e grandi assenti. La ventisettesima Conferenza delle Parti organizzata dalle Nazioni Unite è nell’occhio del ciclone: molti hanno criticato la scelta di Sharm-el-Sheikh come sede dell’evento, poiché l’Egitto non è esattamente noto per la sua tolleranza alla libertà di pensiero e di opinione né per i diritti concessi a donne e minoranze; tutti stanno contestando l’inconsistenza dei risultati finora raggiunti in materia di crisi climatica e tutela dell’ambiente.
Per questo motivo le proteste sono state numerose, nonostante i tentativi del Governo egiziano di metterle a tacere. Donne, giovani, attivisti per il clima: a più riprese e con modalità diverse questi gruppi sono scesi in piazza per chiedere equità di diritti anche quando si tratta di crisi climatica.
Infatti, sono proprio le donne, le giovani generazioni e le popolazioni che vivono nelle aree più povere del Pianeta a subire le conseguenze


