Decine di ambientalisti si sono seduti davanti alle ruote dei jet privati, chiedendo lo stop ai voli a corto raggio
@Klimaatactie/Twitter
Più di cento attivisti ambientali, appartenenti ai gruppi Extinction Rebellion e Greenpeace, hanno fatto irruzione questa mattina nell’aeroporto di Schiphol, ad Amsterdam, per protestare contro l’inquinamento dovuto al traffico aereo e le emissioni di gas serra provocate dai velivoli – una media di 285 grammi di CO2 per passeggero per chilometro percorso.
In particolare, gli attivisti hanno invaso l’area dove sono tenuti i jet privati, sedendosi davanti alle ruote dei velivoli, poiché sono proprio questi a provocare la maggior parte dell’inquinamento – e per due motivi: da una parte, poiché trasportano una o pochissime persone (rispetto a un volo “di linea” con decine di passeggeri); dall’altra, perché spesso coprono distanze molto brevi.
Infatti, la maggior parte delle emissioni di CO2 viene rilasciata nei momenti di decollo e atterraggio dell’aereo: questo significa che un volo a corto raggio, che copre una breve distanza, inquina in proporzione molto minore rispetto a un volo di molte ore che copre una grande distanza.
Gli attivisti chiedono meno jet privati e stop ai voli a corto raggio che, come abbiamo appena spiegato, hanno un peso importante sull’inquinamento legato al traffico aereo. I voli che attualmente coprono distanze brevi potrebbero essere sostituiti da altri mezzi di trasporto meno inquinanti – come bus e treni.
La polizia olandese è intervenuta per sedare le proteste e ha effettuato una serie di arresti a persone che si trovavano all’interno dell’aeroporto senza autorizzazione. Il traffico aereo commerciale e di linea, tuttavia, non ha subito interruzione per effetto dell’invasione delle piste.
La leader di Greenpeace Paesi


