Il gran bazar delle armi, nel 2021 affari per oltre 9 miliardi. L’export italiano non conosce crisi, primi acquirenti Qatar e Kuwait

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Sarà stato anche l’anno del Covid ma per il mercato militare è stato, ancora una volta, un anno positivo. Lo si evince chiaramente dall’ultima relazione sulle esportazioni di armamenti consegnata dal ministero degli Esteri al Parlamento. Ecco cosa dicono i dati: nel 2021 c’è stato il record storico di esportazioni effettive e definitive di materiali militari (oltre 4,7 miliardi di euro) mentre rimangono alte le nuove autorizzazioni (per 4,6 miliardi di euro complessivi).

Ma entriamo nel dettaglio. L’anno scorso, ampiamente segnato dalla pandemia per Covid-19, le aziende militari italiane hanno lavorato a pieno ritmo esportando nel mondo armamenti per controvalore che costituisce un record storico: quasi 4,8 miliardi di euro. Tra i maggiori destinatari di sistemi militari “made in Italy” figurano Qatar (958.849.653 euro), Kuwait (875.393.504 euro), Egitto (773.289.163 euro), Turkmenistan (378.470.352 euro) tutti Paesi che, come noto, non primeggiano certo per alti livelli di democrazia e di rispetto dei diritti umani.

Scorrendo il lungo elenco, dopo Regno Unito (233.466.565 euro), Stati Uniti (223.451.692 euro), Francia (148.001.753 euro) troviamo inoltre l’Arabia Saudita (135.844.327 euro) e Emirati Arabi Uniti (122.460.394 euro) di poco preceduti dalla Germania (128.755.982 euro) e subito seguiti dal Pakistan(87.774.972 euro).

Il mercato internazionale

Da sottolineare come anche quest’anno il primo destinatario delle nuove licenze per armamenti italiani è un paese del Medio Oriente, il Qatar, che con oltre 813 milioni di euro supera ampiamente Stati Uniti (763 milioni), Francia (306 milioni) e Germania (263 milioni).

Tra i principali acquirenti figurano anche Pakistan (204 milioni), Filippine (99 milioni), Brasile (73 milioni), India (60 milioni), Emirati Arabi Uniti (56 milioni), Malaysia (48 milioni), Arabia Saudita(47 milioni) e l’immancabile Egitto (35 milioni) – che era stato il primo destinatario nei due anni precedenti – i cui corpi di polizia e enti governativi continuano ad essere riforniti dall’Italia di “armi leggere” tra cui pistole e fucili automatici.

Più di 970 milioni di euro di licenze di esportazione (pari al 26,6%) riguarda l’Africa settentrionale e il Medio oriente: un dato preoccupante considerato che quest’area costituisce una delle zone di maggior tensione del mondo. Una zona in cui il Governo Draghi, come i suoi predecessori, ha dunque continuato a inviare armamenti con il beneplacito del Parlamento che raramente ha sollevato obiezioni.  In totale gli Stati del mondo verso cui sono state autorizzate nel 2021 vendite di armamenti italiane sono stati ben 92.

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