La Russia rientra nell’accordo del grano

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Il ministero della Difesa russo ha annunciato che la Russia riprenderà la partecipazione all’accordo sul grano che aveva permesso finora le esportazione dai porti ucraini sul Mar Nero e da cui Mosca si era recentemente sfilata. La conferma è arrivata anche dal presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan.

Il ministero della Difesa russo ha annunciato che la Russia riprenderà la partecipazione all’accordo sul grano

Erdogan ha fatto anche sapere che sentirà oggi al telefono il capo di Stato ucraino Volodymyr Zelensky per discutere degli ultimi sviluppi del conflitto tra Mosca e Kiev. Intanto il Cremlino ha reso noto che riguardo l’accordo sul grano sospeso “i contatti continuano”.

La Russia, ha avvertito il presidente russo Vladimir Putin, si riserva il diritto di lasciare l’accordo sul grano in caso di nuova violazione da parte dell’Ucraina dei suoi obblighi. “La decisione sul rinnovo dell’accordo sull’export di grano ucraino, dopo il 18 novembre, verrà presa indipendentemente dal rientro” di Mosca nell’intesa, ha annunciato poi precisato il ministero degli Esteri russo.

Le Nazioni Unite hanno ringraziato la Turchia per la mediazione offerta da Ankara con l’obiettivo di riportare la Russia all’interno dell’accordo per l’esportazione di grano dai porti ucraini. “Accolgo il ritorno della Federazione Russa nell’attuazione dell’iniziativa del Mar Nero sul grano per facilitare l’esportazione di cibo e fertilizzanti dall’Ucraina. Sono grato all’assistenza turca. Attendo con impazienza di lavorare ancora con tutti i partecipanti all’iniziativa”, ha scritto su Twitter il coordinatore Onu dell’accordo per l’esportazione del grano dai porti ucraini, Amir Abdulla.

In Italia quasi 1,2 miliardi di chili di mais, grano tenero e olio di girasole nell’ultimo anno prima della guerra

Con il via libera della Russia all’accordo sul grano riprendono anche le spedizioni verso l’Italia dove sono arrivate dall’Ucraina quasi 1,2 miliardi di chili di mais per l’alimentazione animale, grano tenero e olio di girasole nell’ultimo anno prima della guerra.

Secondo i dati forniti da Coldiretti, l’Ucraina, con una quota di poco superiore al 13% per un totale di 785 milioni di chili, è il secondo fornitore di mais dell’Italia costretta ad importare circa la metà del proprio fabbisogno. Lo sblocco al passaggio delle sul Mar Nero è importante anche per combattere il rischio carestia in quei 53 Paesi dove secondo l’Onu, la popolazione spende almeno il 60% del proprio reddito per l’alimentazione.

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