A lezione di propaganda: quel vergognoso fumetto sul Milite Ignoto che il Ministero della Difesa si prepara a distribuire nelle scuole

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“Il 24 agosto del 1920, il generale Giulio Douhet, sulle colonne del giornale Il Dovere (testata di riferimento dell’associazione unione nazionale ufficiali e soldati), dichiarò: “tutto sopportò e tutto vinse, da solo, nonostante. Perciò al soldato bisogna conferire il sommo onore, quello cui nessuno dei suoi condottieri può aspirare neppure nei suoi più folli sogni di ambizione”. Recita così l’incipit del fumetto ( visibile qui) che il Ministero della Difesa ha commissionato per le iniziative del Ministero della Difesa e del Ministero dell’Istruzione e del “Merito” il 4 novembre “Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate”.

All’interno si trova una summa di retorica bellica in cui vengono impunemente mitizzate alcune figure del fascismo al generale Giulio Dohuet (il primo militare a teorizzare i bombardamenti aerei sulle città e le popolazioni inermi, ritenendoli gli strumenti più idonei per vincere le guerre moderne, al parlamentare fascista Cesare Maria De Vecchi, quadrumviro della Marcia su Roma, poi ministro nei governi Mussolini (anche all’Educazione dove contribuì alla rapida “fascistizzazione” della scuola italiana) e pure “governatore della Somalia italiana” dove si rese responsabile di inauditi crimini e feroci repressioni della popolazione civile.

Il giornalista Antonio Mazzeo, che ha segnalato la pubblicazione, non fa sconti: ««il fumetto pubblicato dal Ministero della difesa – ci dice –  e in via di distribuzione alle alunne e agli alunni delle scuole, dal titolo “La Storia del Milite Ignoto” è un’irresponsabile orgia di retorica bellico-nazionalista dove vengono esaltate, tra l’altro, alcune delle peggiori figure della storia del fascismo e delle forze armate italiane, dal generale Giulio Dohuet (il primo militare a teorizzare i bombardamenti aerei sulle città e le popolazioni inermi, ritenendoli gli strumenti più idonei per vincere le guerre moderne, al parlamentare fascista Cesare Maria De Vecchi, quadrumviro della Marcia su Roma, poi ministro nei governi Mussolini (anche all’Educazione dove contribuì alla rapida “fascistizzazione” della scuola italiana) e pure “governatore della Somalia italiana” dove si rese responsabile di inauditi crimini e feroci repressioni della popolazione civile».

“Ancora oggi l’Altare della Patria è il luogo più sacro degli italiani”, riporta la didascalia finale dell’infausto fumetto. “Una struttura imponente, in cui sono riportati i simboli più sacri della nostra Nazione. La sua Maestà ed Imponenza incutono Rispetto. Ma se si scruta con attenzione, al suo centro, tra due bracieri e sorvegliato da due sentinelle, c’è il luogo dove riposa

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