Grillo e Conte blindano il M5S. Nessuna alleanza in vista col Pd

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Una cosa è certa: il M5S sa fare opposizione. L’ha dimostrato in passato e lo sta dimostrando anche in questi primi giorni di diciannovesima legislatura. Tanto che la distanza tra i voti presi dal Movimento e quelli incassati dal Pd si sta assottigliando sempre di più, stando ai primi sondaggi post-voto.

Il M5S sa fare opposizione. L’ha dimostrato in passato e lo sta dimostrando anche in questi primi giorni della nuova legislatura

Sarà anche per questo che nell’incontro di ieri – il primo con i neo-eletti – Beppe Grillo ha blindato il nuovo corso intrapreso da Giuseppe Conte: ritorno dei principi fondanti e opposizione intransigente non solo alla maggioranza ma anche a chi farà “finta” opposizione. Che sia il Terzo Polo o il Pd. Insomma, strada chiusa a qualsiasi tipo di alleanza in onore ai vecchi principi pentastellati.

E nelle regioni? Si vedrà, di volta in volta. Ma certamente non è un argomento di discussione in campo nazionale. “La ragione è anche strategica – mormora qualcuno – L’obiettivo è recuperare il distacco dal Pd, diventare primo partito di opposizione e poi eventualmente stare a sentire gli altri”. Insomma, prima bisogna diventare catalizzatori del dissenso al governo Meloni, all’interno del Parlamento e ancora di più fuori. E poi casomai si potrà parlare di alleanze e coalizioni.

Non è un caso che nel suo discorso ai neoeletti Grillo ha ribadito concetti cari al “primo” Movimento, a cominciare dall’annosa questione del tetto ai due mandati (partita su cui, a onor del vero, Conte avrebbe voluto muoversi diversamente). “Se siete qui è per la nostra regola identitaria dei due mandati”, è la dichiarazione che fonti M5S citate dall’Adnkronos attribuiscono a Grillo. In sostanza il comico genovese avrebbe rivendicato con orgoglio la regola su cui il Movimento ha costruito la propria identità.

Il ragionamento espresso è che si tratta di una condizione che in effetti ha consentito a molti nuovi parlamentari di fare ingresso all’interno del palazzo della politica. Non a caso era stato proprio il co-fondatore 5S a fare da scudo contro l’ipotesi di concedere determinate deroghe in occasione delle recenti elezioni. L’ha da subito definita come uno degli ultimi pilastri storici del Movimento, impossibile da mettere da parte. Una regola fortemente difesa dalle richieste di modifica che provenivano dai più “aperturisti”. Grillo ha colto l’occasione per spiegare a deputati e senatori anche la

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