Pescara – Indagato per voto di scambio, si dimette assessore di Forza Italia Pignoli

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PESCARA, 16 MAG – Accusato di voto di scambio, si dimette a Pescara l’assessore Massimiliano Pignoli. L’esponente di Forza Italia, candidato più votato in città alle ultime consultazioni, è infatti indagato per corruzione elettorale nell’ambito di un’inchiesta della Procura del capoluogo adriatico per una vicenda avvenuta in occasione delle elezioni bis dell’8 e 9 marzo scorsi, con cui è stata sancita la conferma del sindaco Carlo Masci dopo la sentenza del Consiglio di Stato che aveva parzialmente annullato l’esito del voto del 2024.

A dare notizia dell’indagine è stato il quotidiano ‘il Centro’ nell’edizione odierna. A far scattare l’inchiesta è stata l’autodenuncia di una conoscente di Pignoli – assessore alla Protezione civile, Ascolto del disagio sociale e Associazionismo sociale – anche lei indagata per lo stesso reato. L’esponente di Forza Italia, secondo quanto emerso, le avrebbe promesso di trovare un appartamento in affitto in cambio del voto. Immediate arrivano le dimissioni di Pignoli, con una lettera inviata al sindaco.

“L’inchiesta della Procura della Repubblica che mi riguarda – scrive – mi impone di fermarmi e di rimettere nelle tue mani l’incarico che mi hai affidato. Mi dimetto da assessore non perché io abbia commesso un reato, anzi, sono assolutamente certo di essere innocente e sono certo anche che avrò modo di chiarire tutto. La decisione di dimettermi deriva anche dal fatto che ho già vissuto una esperienza del genere, durata 12 lunghissimi anni, ed è stata pesantissima non solamente per me ma per tutta la mia famiglia, anche se si è conclusa nel migliore modo possibile, con la mia assoluzione. Anche stavolta sono ottimista, ma ciò non toglie che questo sia il momento di fermarmi, anche perché le mie condizioni di salute sono precarie e mi impongono uno stop”.

“La mia priorità – va avanti – è affrontare questa vicenda con la massima serenità, senza influire minimamente sulla mia attività all’interno del Comune, dove incontro ogni giorno tantissime persone in condizione di disagio che chiedono all’amministrazione di essere ascoltate. Oggi credo sia difficile proseguire il mio lavoro perché non posso accettare che una richiesta di aiuto possa trasformarsi in una denuncia e in una ipotesi di reato. Ho bisogno di tempo per metabolizzare quello che mi sta succedendo”.

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