Scudetto farà già rima con futuro. Come vogliono le società lungimiranti, che dopo aver vinto già pianificano esattamente come continuare a vincere. Stavolta, nel caso specifico, una forzatura. O meglio, una meravigliosa forzatura. Già perché col conseguimento aritmetico del 21° titolo da campioni d’Italia, tra una festa al Duomo e l’altra, per la dirigenza nerazzurra è tempo di versare 15 milioni di euro al Manchester City.
Perché? Per riscattare una delle colonne che ha costruito la difesa del presente e sarà altresì perno dei prossimi anni. Parliamo dello svizzero, Manuel Akanji. Sussisteva l’obbligo in caso di trionfo tricolore, adesso la società non può proprio più esimersi, anche se l’argomento non sarebbe stato comunque in discussione. Un vero e proprio baluardo, sostanzialmente sempre presente, a direzionare e collegare i due braccetti, a muovere ed orchestrar la costruzione dal basso di Chivu e del calcio moderno. D’altronde, con una scuola come quella di Pep, difficilmente si poteva immaginar altro.
Per 15 milioni, nonostante in piena età calcisticamente matura, un affare assoluto. Perché oltre in costruzione, uno schermo e diga gigante naturalmente ad ostruir lo specchio della porta del connazionale Sommer. Tra i colpi dell’ultimo mercato estivo italiano più decisivi, forse per rendimento il centrale di maggior spicco emerso durante l’arco di questo campionato.
Matrimonio perfetto, dunque. A proposito di spina dorsale, la dirigenza nerazzurra come nelle settimane scorse vi avevamo anticipato resta a lavoro per il rinnovo di Calhanoglu. E pensare che un anno fa la sua era sembrava conclusa: oggi c’è ancora tempo per tornar in patria, con capitan Lautaro tutto straordinariamente ricucito, sarà ancora il play dell’Inter presumibilmente fino al 2027.


