ROMA – Il prossimo 19 giugno diventeranno operative alcune disposizioni contenute nel decreto bollette varato dal governo che interessano in modo diretto le telefonate commerciali finalizzate a proporre al pubblico contratti di luce e gas.
Lo ricorda Consumerismo No Profit, associazione che aveva sollecitato i parlamentari a presentare gli emendamenti ”salva-consumatori”.
E dunque ”le società di luce e gas non potranno più proporre contratti telefonici agli utenti, né inviare messaggi, a meno che l’utente non abbia fornito esplicita autorizzazione ad essere contattato per ricevere proposte commerciali”, spiega l’associazione, che sottolinea come però la ”vera rivoluzione” stia nella misura secondo cui ”I contratti stipulati a seguito di contatto effettuato in violazione di quanto previsto dal comma 8-bis sono nulli”.
Per effetto di tale disposizione, infatti, ”non avranno validità legale quei contratti di fornitura luce e gas stipulati telefonicamente se il consumatore non aveva precedentemente espresso il proprio consenso ad essere contattato, e dovranno essere i gestori energetici a fornire la prova materiale della validità del contratto”, viene evidenziato.
Il decreto bollette contiene poi alcune misure sul telemarketing che, prima di diventare a tutti gli effetti operative, richiedono l’intervento di Agcom e Garante per la Privacy. In particolare la norma stabilisce che “I contatti telefonici di cui al comma 8-bis sono effettuati dal professionista da un numero che lo identifica univocamente”. A tal proposito ”Agcom ha già avviato lo scorso dicembre una consultazione pubblica sulla proposta di modifica del Piano di numerazione, volta a introdurre proprio l’utilizzo di numerazioni brevi (tre cifre) come numero chiamante per chiamate e messaggi, anche destinati ad attività di teleselling e telemarketing”, ricorda Consumerismo.
Qualora l’Agcom, nell’ambito dell’attività istruttoria svolta d’ufficio o a seguito di segnalazione dei consumatori ”accerti che la chiamata proviene da numeri diversi da quelli assegnati al professionista, ordina al gestore telefonico competente l’immediata sospensione dell’utilizzo delle linee allo stesso assegnate. Il Garante per la protezione dei dati personali, nell’ambito della propria attività istruttoria, può chiedere all’Agcom, in presenza di un numero significativo di segnalazioni di chiamate effettuate senza previo consenso, di procedere alla sospensione”.
”Le nuove misure, che si aggiungono al blocco anti-spoofing scattato lo scorso anno, rafforzano la lotta al telemarketing selvaggio e garantiranno maggiori tutele ai consumatori, ma non faranno sparire del tutto il fenomeno delle telefonate commerciali – afferma il presidente Luigi Gabriele – Gli utenti avranno però una potente arma di difesa e potranno vedersi annullare i contratti di fornitura luce e gas stipulati al telefono in violazione delle norme”.



