Dl Sicurezza, scintille alla Camera: l’opposizione occupa i banchi del governo

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Clima incandescente a Montecitorio per l’approdo in Aula del Dl Sicurezza. La seduta è stata segnata dalla protesta delle opposizioni, che hanno occupato i banchi del governo dopo l’annuncio del ricorso alla fiducia, attesa per la giornata di domani. Al centro dello scontro politico c’è la gestione della norma sui rimpatri volontari, finita sotto la lente del Quirinale per i rilievi legati all’incentivo di 615 euro destinato ai legali che seguono le pratiche.

Nonostante le osservazioni del Colle, lo scenario di un emendamento correttivo immediato è sfumato per ragioni di tempi parlamentari. La strategia della maggioranza prevede dunque l’approvazione del testo “blindato” così com’è, per poi intervenire con un provvedimento correttivo ad hoc subito dopo. Una procedura definita “pasticciata” dalle minoranze, ma difesa con forza dalla premier Giorgia Meloni.

“Resterà perché è una norma di buonsenso”, ha rivendicato la Presidente del Consiglio, sottolineando la volontà di procedere senza arretramenti sulla ratio del decreto. Con il voto di fiducia di domani, il governo punta a chiudere la partita a Montecitorio, rimandando a un secondo decreto la risoluzione dei dubbi tecnici sollevati, mentre la protesta in Aula testimonia una frattura sempre più profonda sui temi della sicurezza e dell’immigrazione.

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