Cannabis Day: l’Italia contromano tra celebrazioni globali e strette normative

Mentre il mondo festeggia il "4/20", il governo accelera sul divieto alla cannabis light. Il settore del CBD rischia il collasso tra battaglie legali e incertezza politica

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Oggi, 20 aprile, il mondo celebra il “4/20”, la giornata internazionale dedicata alla cannabis. Ma se in Germania la recente legalizzazione sta creando un nuovo mercato regolamentato e negli USA il dibattito si sposta sulla riclassificazione federale, l’Italia sembra muoversi in direzione opposta. Al centro della tempesta c’è il CBD e, in particolare, la cosiddetta “cannabis light”.

L’attuale esecutivo ha infatti promosso norme che puntano a equiparare i prodotti a base di CBD non stupefacente alle droghe pesanti, limitandone drasticamente la vendita e la produzione industriale. La discussione parlamentare sulle nuove norme di sicurezza minaccia di azzerare una filiera che in Italia conta migliaia di aziende e giovani imprenditori, nati proprio grazie alla legge del 2016.

Le associazioni di categoria denunciano un “pregiudizio ideologico” che ignorerebbe le evidenze scientifiche sulla non tossicità del CBD. Mentre le piazze globali chiedono maggiore libertà, l’Italia si interroga sul futuro di un settore economico che vale centinaia di milioni di euro. La sfida si sposta ora nelle aule dei tribunali e della Corte di Giustizia Europea, chiamata a decidere se la stretta italiana sia compatibile con le regole del libero mercato dell’Unione.

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