Adesso sì che è esplosa la stella di baby Fonseca. Sinnerinho, come più di qualcuno in patria l’ha definito. In realtà, senza scomodar paragoni ingombranti, è giusto e lecito che il Brasile si goda la nuova stella del proprio tennis. E fa notizia eccome, perché adesso la culla verdeoro può a tutti gli effetti vantare qualcuno in grado di far breccia tra i più grandi anche nel tennis.
La nota stonata del racconto d’articolo è che a farne le spese è un altro azzurro, che succede alla porta l’eliminazione di Cobolli e Musetti. Da Montecarlo infatti va fuori anche Matteo Berrettini. Già, sul più bello, proprio l’indomani del successo mediatico, roboante e pregno d’orgoglio su Medvedev. Quelle scene di sorrisoni e giubilo, quella simpatica dedica a Carlo Verdone, sono già lontano ricordo.
6-3 E 6-2: non c’è stata storia. Ha meritato baby Fonseca. Differenza di ritmo, freschezza, linfa. Martello stanco e disordinato, non poteva evidentemente reggere la preparazione atletica del nuovo astro nascente del tennis verdeoro. Che fa storia, storia recente, per diversi punti di vista: era dal 2011 che pensate il Brasile non portava un proprio tennista ai quarti di un Masters 1000. Sul rosso di Montecarlo è dunque Caporetto azzurra: dopo Cobolli, Darderi e lo stesso Musetti, va fuori pure Matteo Berrettini. Adesso, ancora una volta e tanto per cambiare, spetta solo all’asso generazionale portare avanti il Tricolore: Jannik Sinner.


