I campioni di Milano Cortina in Quirinale: restituite le bandiere, emozione Mattarella

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Una cerimonia solenne, istituzionale, senz’altro e doverosamente formale ma assolutamente emozionante quella che oggi, come programma voleva, sta descrivendo protagonisti in Quirinale i campionissimi di Milano Cortina, vero orgoglio azzurro, in visita al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Che per tutto l’arco delle Olimpiadi non ha certamente fatto mancare il suo supporto, scendendo al loro fianco, anche a Casa Italia. Mangiando, bevendo e chiacchierando con loro per i tratti più identitari della kermesse a cinque cerchi. Ed il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, sottolineerà proprio questo: “Lei è stato uno di noi”.

Oggi la delegazione delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi doveva restituire al Quirinale le bandiere. E quindi cerimonia illustre con la riconsegna dei quattro alfieri: Arianna Fontana, Federico Pellegrino, Federica Brignone e Amos Mosaner. Presenti anche le istituzioni: dal Ministro dello Sport, Andrea Abodi, e naturalmente come Buonfiglio anche Marco Giunio De Sanctis, Presidente del Comitato Italiano Paralimpico.

Sia Buonfiglio che De Sanctis consegneranno a Mattarella tre medaglie a testa, simboliche, a rappresentazione dei traguardi olimpici e paralimpiadi. Il Presidente della Repubblica ha accolto tutti i medagliati di numeri da record, quelli di un’Olimpiadi (e di una Paralimpiade stessa) che ha distrutto il record di Lillehammer. Solo per le Olimpiadi 10 ori e 30 medaglie complessive. Anche in questo caso bel gesto del Capo dello Stato, che ha voluto invitare anche chi quella medaglia l’ha soltanto sfiorata, coi quarti posti.

Presenti tutti i volti più iconici della doppia kermesse. I volti di chi, tra Olimpiadi e Paralimpiadi, ha fatto sognare. Ha scritto storia. Ha ispirato ragazzi e generazioni. Emozionato il Presidente della Repubblica, che sottolineerà: “I Giochi, parentesi indimenticabile. Motivo d’orgoglio per tutti. Organizzazione perfetta, come l’ospitalità offerta. Lo sport è testimone di civiltà che non si arrende alle violenze”.

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