Ore terribili in Serbia. Per tutto il movimento sportivo, ma al contempo per senso d’appartenenza e comunità. S’è spenta infatti una delle figure più storiche, iconiche e caratteristiche del movimento cestistico slavo, lo storico allenatore Dusko Vujosevic.
Non parliamo di un percorso banale. Parliamo di qualcuno che quel mestiere lo vantava e nutriva nel sangue, evidentemente. Una vocazione, sin dalla più tenera età. Quando suoi coetanei diventavano già cestisti in rampa di lancio, lui iniziava già a far l’allenatore di basket, a soli 17 anni.
Lanciò grandi prodotti, formò giganti di cestisti: da Djordjevic a Divac, fino a Danilovic e Perovic, soltanto per citar i più emblematici e significativi cresciuti sotto le sue orme e lanciati al grande basket. Fu storico allenatore del Partizan che negli anni 2000 trascinò fino a riscrivere il palmares del basket balcanico, tra cinque titoli di Jugoslavia e sei titoli di Serbia.
Fu al contempo coach di tutte le nazionali, dalla Serbia al Montenegro fino chiaramente alla stessa Serbia. Era ritenuto un duro, sì, ma elegante. Gentiluomo e lungimirante. Un maestro, per tutto il movimento. Negli anni novanta esperienze anche in Italia, tra Pesaro, Brescia e Pistoia.
S’è spento in seguito ad una lunga malattia, che alla fine ha avuto la meglio. Se ne va a soli 68 anni. Preghiere e silenzi in queste ore in patria, per un lutto che ha colpito generazioni.


