VERONA – Conto alla rovescia per il prossimo Vinitaly, la più importante manifestazione nazionale dedicata al vino, in programma a Verona dal 12 al 15 aprile. Tra i protagonisti dell’edizione 2026 ci sarà anche il Lazio, che si presenta con una presenza significativa e strutturata, confermando la crescita del comparto vitivinicolo regionale.
Saranno infatti 61 le realtà enologiche presenti nello spazio dedicato alla Regione Lazio: 58 aziende e 3 consorzi, espressione di un sistema produttivo sempre più dinamico e orientato ai mercati nazionali e internazionali. Un risultato che testimonia il lavoro portato avanti negli ultimi anni sul fronte della qualità, della promozione e dell’identità territoriale.
Il Lazio del vino, grazie al supporto dell’Arsial, si presenta a Verona come un sistema compatto e riconoscibile, capace di unire tradizione e innovazione. Con circa 18mila ettari di vigneti e oltre 350 cantine attive, la produzione regionale si attesta intorno ai 730 mila ettolitri annui, con una forte prevalenza di vini bianchi.
Un patrimonio che riguarda da vicino anche il territorio della Tuscia e dell’Alto Lazio, dove la produzione vitivinicola rappresenta una componente importante dell’economia locale, con aziende sempre più orientate alla qualità e all’enoturismo.
Cuore della partecipazione sarà il Padiglione Lazio, uno spazio espositivo di oltre 2mila metri quadrati pensato per favorire l’incontro tra aziende, buyer e operatori del settore.
All’interno saranno presenti cantine provenienti da tutto il territorio regionale, comprese quelle dell’area di Viterbo, Civitavecchia e del litorale, con una proposta che spazia dai grandi classici ai vitigni autoctoni, fino alle nuove interpretazioni del vino laziale.
Accanto alle aziende, saranno rappresentati anche i consorzi, tra cui Roma Doc, Cesanese di Olevano Romano e Atina Dop, a testimonianza della ricchezza e della varietà della produzione regionale.
Il programma prevede degustazioni, incontri tematici e momenti di approfondimento, con particolare attenzione ai vitigni autoctoni e alle denominazioni del territorio. Non mancheranno le masterclass e le attività dedicate agli operatori, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento del vino laziale sui mercati.
La partecipazione a Vinitaly rappresenta infatti un’importante occasione di visibilità e sviluppo, soprattutto sul fronte dell’internazionalizzazione, con incontri tra aziende e buyer provenienti da diversi Paesi.
Le cantine del Lazio presenti al Vinitaly 2026
(collettiva Regione Lazio – Arsial)
Aziende vitivinicole (58):
Casale del Giglio
Falesco – Famiglia Cotarella
Cantina Sant’Andrea
Federici
Poggio Le Volpi
Principe Pallavicini
Tenuta Sant’Isidoro
Tenuta Tre Cancelli
Villa Simone
Cantina Gaffino
Donato Giangirolami
Eredi dei Papi
Marco Carpineti
Casale Certosa
Cantina Sociale Cesanese del Piglio
Terre del Veio
Tenuta La Pazzaglia
Tenuta De Sanctis
Poggio della Costa
Cantine Capitani
Cantina Le Macchie
Tenuta Pietra Pinta
Tenuta Santa Lucia
Casale Mattia
Tenuta San Giusto
Cantina Cerveteri
Azienda Agricola Trebotti
Cantina Colle Picchioni
Tenuta La Torretta
Casale Vallechiesa
Cantina Sant’Eufemia
Tenuta Ronci di Nepi
Cantina del Tufaio
Azienda Agricola Casale Marchese
Tenuta Iacoangeli
Cantina Villa Gianna
Cantina Cincinnato
Cantina sociale Gotto d’Oro
Cantina Sociale Frascati
Cantina Villa Simone
Cantina San Marco
Azienda Agricola Monti Cecubi
Cantina Antica Enotria
Tenuta Santa Maria
Azienda Agricola Coletti Conti
Cantina Sant’Onofrio
Azienda Agricola Il Vecchio Poggio
Cantina Terre del Lazio
Cantina Poggio al Vento
Cantina Valle del Marta
Azienda Agricola Piana dei Castelli
Cantina Colleformica
Tenuta Casale del Giglio (linee speciali)
Azienda Agricola Il Querceto
Cantina Le Rose
Tenuta Santa Cecilia
Cantina Poggio della Stella
Azienda Agricola Valle Marina
Consorzi (3):
Consorzio Roma DOC
Consorzio Cesanese di Olevano Romano
Consorzio Atina DOP


