Frosinone, il paradosso dei rifiuti: la differenziata sale, ma la Tari ‘scotta’. E scoppia la ‘grana’ dei morosi

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Più bravi a riciclare, ma costretti a pagare di più. È questo il paradosso che sta agitando il dibattito politico a Frosinone, dove i gruppi di opposizione FutuRa e Forza Italia hanno acceso i riflettori sulla gestione del servizio rifiuti. Nonostante la città registri numeri positivi sulla raccolta differenziata e una diminuzione dei rifiuti prodotti, la TARI non cala. Anzi, aumenta.

Secondo l’analisi delle opposizioni, la tassa sui rifiuti nel capoluogo è cresciuta del 3,6%. Si tratta di un rincaro che scotta, soprattutto se paragonato alla media regionale, ferma all’1,8%. Una situazione difficile da digerire per i cittadini “virtuosi”, che si vedono recapitare bollette più salate nonostante l’impegno nel differenziare i materiali.

Il vero nodo della questione, però, sembra essere l’evasione. Tra il 2014 e il 2022, mancano all’appello circa 3,7 milioni di euro di contributi mai versati. Una cifra enorme che grava sulle spalle di chi paga regolarmente. “La differenziazione deve riguardare i rifiuti, non i contribuenti», attaccano i consiglieri, sottolineando come la morosità sia concentrata soprattutto tra le persone giuridiche (società e attività commerciali) piuttosto che tra le famiglie.

Oltre all’aspetto economico, c’è quello burocratico. Il percorso per l’affidamento del servizio alla ditta Super Eco è finito nel mirino del Consiglio di Stato, che ha riscontrato irregolarità nella gara d’appalto. Un pasticcio amministrativo che si somma alla mancanza di risposte chiare da parte del Comune.

FutuRa e Forza Italia lamentano una gestione poco trasparente: «Abbiamo chiesto una Commissione d’indagine, ma non abbiamo raggiunto le firme necessarie. Ai Question Time riceviamo solo risposte generiche o rimpalli di responsabilità tra uffici”.

La battaglia politica non si ferma qui. Con l’appalto rifiuti che rappresenta la voce di spesa più pesante del bilancio comunale, l’opposizione promette di non abbassare la guardia: l’obiettivo è ottenere una gestione più oculata che non penalizzi chi già sostiene il sistema con il proprio contributo.

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