Roma – Crollo in un casale abbandonato: due morti nel Parco degli Acquedotti

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ROMA – Tragedia questa mattina nel cuore del Parco degli Acquedotti, uno dei luoghi storici più suggestivi della capitale. Intorno alle 8:56, la sala operativa del Comando dei Vigili del Fuoco di Roma ha inviato sul posto la squadra Tuscolano II 12/A insieme ai Nuclei Cinofili, Usar (Unità di Soccorso in Ambiente Restrittivo) e GOS (Gruppo Operativo Speciale), con il Funzionario di Guardia, a seguito del crollo di un solaio all’interno di un casale abbandonato situato in via delle Capannelle.

Durante le delicate operazioni di soccorso, i vigili del fuoco hanno rinvenuto i corpi senza vita di due persone, un uomo e una donna, all’interno dell’edificio crollato. Le ricerche proseguono senza sosta per verificare l’eventuale presenza di altre persone intrappolate tra le macerie, mentre il personale continua a mettere in sicurezza l’area circostante.

Il Parco degli Acquedotti, noto per i suoi imponenti resti dell’acquedotto romano, ospita numerosi edifici storici e casali, alcuni dei quali oggi abbandonati. La presenza di strutture fatiscenti rappresenta un rischio per chi vi si introduce, anche per attività non autorizzate. L’incidente di oggi sottolinea nuovamente la necessità di una vigilanza più capillare e di interventi di manutenzione o recinzione di edifici pericolanti.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche la Polizia di Stato e la Polizia Scientifica, per i rilievi e la ricostruzione della dinamica del crollo. Non sono al momento note le generalità delle vittime né le cause precise che hanno portato al cedimento del solaio. Gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi, comprese eventuali infiltrazioni d’acqua o cedimenti strutturali dovuti all’abbandono prolungato dell’edificio.

I Vigili del Fuoco ricordano che le operazioni di soccorso in casi di crollo richiedono estrema cautela: ogni movimento può compromettere la stabilità dei resti dell’edificio, rendendo indispensabile l’uso di squadre specializzate, unità cinofile per la ricerca di eventuali dispersi e tecnologie per il rilevamento di persone intrappolate.

Il drammatico episodio segna un’altra pagina di cronaca nera nella Capitale, e rilancia l’attenzione sui rischi legati agli edifici abbandonati e sul delicato equilibrio tra patrimonio storico, sicurezza pubblica e prevenzione dei pericoli urbani.

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