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Medioriente in fiamme: raid su Beirut e ucciso il capo dell’intelligence iraniana

Tel Aviv colpisce il cuore del regime di Teheran; la risposta missilistica uccide due civili a Ramat Gan. Intanto Trump scuote gli alleati: "Pronta una coalizione con i paesi arabi, la Nato non serve"

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La tensione tra Israele e l’asse sciita ha raggiunto un nuovo picco drammatico. Nelle ultime ore, le forze aeree di Tel Aviv hanno sferrato un violento attacco su Beirut: il bilancio provvisorio è di almeno 6 morti e 24 feriti. L’operazione ha centrato un obiettivo strategico di altissimo livello: il ministro della Difesa israeliano ha infatti annunciato l’uccisione di Ismail Khatib, capo dell’intelligence iraniana, colpito durante l’incursione.

La risposta dell’Iran non si è fatta attendere, colpendo direttamente il cuore di Israele. Un attacco missilistico su Ramat Gan ha causato la morte di una coppia di settantenni, vittime del crollo della loro abitazione. Mentre la guerra si intensifica, a Teheran migliaia di persone sono scese in strada per i funerali solenni di Larijani e Soleimani, trasformando le esequie in una dimostrazione di forza e di lutto nazionale.

Sullo sfondo del conflitto, si muove la diplomazia bellica di Donald Trump. L’ex presidente ha annunciato la creazione di una nuova coalizione militare che vedrebbe Israele fianco a fianco con quattro paesi arabi, lanciando al contempo un duro monito all’Occidente: “La Nato non ci serve più”, ha dichiarato, delineando un nuovo assetto geopolitico che punta a isolare Teheran con il supporto regionale.

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