Sei Nazioni 26 – Emozione e storia, ma senza record: Galles, l’azzurro fatal peccato

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Il bilancio, alla fine, è agrodolce. Ma non basta, quest’aggettivo, per descrivere lo stato d’animo del team, dell’ambiente, degli addetti ai lavori e dei sostenitori: il popolo azzurro, soprattutto quello amante dell’Italrugby, la parte più importante.

E per noi, addetti ai lavori, spetta il compito di rielaborare, scomporre, analizzare, ricostruire. Quel che è successo in Galles non può cancellare quanto s’è vissuto, quanto progresso c’è ulteriormente stato, quali picchi si sono toccati: la vittoria sull’Inghilterra ha scritto pagine di libri di storia del rugby italiano, senza dubbio.

Ma per come l’Italia si presentava in Galles, niente si cancella ma senz’altro non si dipinge con gli acquerelli più prestigiosi con cui avremmo voluto pitturare il quadro finale. 31-17 contro l’ultima della classe, in frantumi l’opportunità di chiudere il miglior Sei Nazioni di sempre con tre vittorie e due sconfitte. Un bilancio in attivo che sarebbe stato senza precedenti. Non siamo mai stati così vicini all’impresa, tant’è che è scivolata via.

In nemmeno mezzora, a dir la verità: 21-0 all’intervallo lungo, le mete di Garbisi /Allan / Di Bartolomeo nella ripresa arriveranno troppo tardi per riaprir la contesa ed anzi, amplificheranno rimpianti e mani tra i capelli per un’occasione gigante completamente sciupata. Rimpianti puri, purissimi, per un approccio colpevolmente superficiale che una nazionale come la nostra mai si sarebbe potuta permettere. Sul più bello, mai pensar fosse facile: il rugby ti restituisce sempre lezione e ti ricorda sempre da dove vieni. Due vittorie, tre sconfitte, rapporto passivo: ancora una volta e tanto per cambiare.

Non cambierà la posizione finale, con l’Italia che avrebbe chiuso comunque al quarto posto, ma sarebbe stato apice e coronamento nero su bianco di un percorso straordinario. Che oggi, purtroppo, viene un pochino più macchiato. Resta l’orgoglio e l’emozione d’aver vissuto pagine clamorose di storia sportiva tricolore, ma accompagnate da quei rimpianti che purtroppo soffocheranno il movimento azzurri per tutta l’annata 2026.

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