Un pomeriggio che doveva scorrere tranquillo si è trasformato in un incubo per un ragazzino di soli 15 anni, vittima di un’aggressione brutale e apparentemente priva di senso. L’episodio, che riaccende prepotentemente i riflettori sull’emergenza sicurezza e sul disagio giovanile a Latina, si è consumato ieri (mercoledì 4 marzo) poco prima delle 17:00, in una zona centrale e solitamente frequentata.
Stando ad una prima ricostruzione dei fatti, il giovane era appena uscito dalla palestra situata nei pressi del centro commerciale Latina Fiori. Mentre si trovava nell’area del parcheggio antistante l’Agenzia delle Entrate, è stato avvicinato da tre coetanei. La scusa utilizzata per l’aggancio è stata banale: una richiesta di accendere una sigaretta. Al rifiuto dell’adolescente è scattata una violenza cieca e sproporzionata. Non c’è stata discussione, né provocazione: solo la volontà di colpire.
Il 15enne è stato centrato da un primo pugno che lo ha scaraventato al suolo. Una volta a terra, il branco non si è fermato: i tre aggressori – presumibilmente tutti minorenni – hanno infierito su di lui con una pioggia di calci che hanno raggiunto l’addome, la schiena e il volto del ragazzino. Un’azione spietata che ha lasciato la vittima sanguinante sull’asfalto.
I primi ad intervenire sono stati alcuni commercianti della zona, richiamati dal trambusto o dalla vista del ragazzo a terra. Lo hanno trovato in uno stato di profondo choc psicologico, oltre che con il viso visibilmente tumefatto e sporco di sangue. Sul posto è giunta poco dopo la madre del giovane, visibilmente scossa dall’accaduto.
Trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale ‘Santa Maria Goretti’, il quindicenne è stato sottoposto a tutti gli accertamenti del caso. Fortunatamente i medici non avrebbero riscontrato fratture ossee o lesioni agli organi interni, ma le ferite riportate e il trauma subito restano un monito pesante sulla ferocia dell’agguato.
La famiglia della vittima si è rivolta immediatamente alla Polizia di Stato per sporgere denuncia. Gli agenti sono ora al lavoro per dare un volto ai componenti del gruppo, al momento ignoti. Gli inquirenti punteranno tutto su due elementi chiave: le descrizioni fornite dai testimoni oculari e, soprattutto, l’analisi dei filmati dei circuiti di videosorveglianza che coprono l’area tra il centro commerciale e gli uffici pubblici.


