La pallanuoto italiana, ma soprattutto quella continentale, torna a tributare applausi scroscianti al Recco. Che se aveva bisogno di una notta per dimostrare all’Europa della pallanuoto quanto e come un’istituzione come quella biancoceleste sia pronta a tornare ruggire, beh, non ha perso l’occasione. E anzi, è tornata a farlo in grande stile.
Iniziata la seconda fase della Champions League. Due gironi che fungono da quarti di finale. Passeranno le prime due, direttamente in semi. Ed il Recco era finito nel girone coi campioni in carica, quel Ferencvaros detentore delle edizioni 2024 e 2025. Già, proprio quegli ungheresi che negli ultimi confronti avevano sempre vinto, Supercoppa annessa. Ed il calendario, scherzo del destino, ieri sera metteva in campo subito una contro l’altra nel gruppo B, tra l’altro le favorite assolute alla vittoria finale.
C’era voglia di rivincita e così è stato: prestazione Recco vecchie maniere, fortissima dietro e velenosa davanti, gara incanalata a Budapest già con un primo clamoroso quarto chiuso 0-5. Finirà 13 a 9 per i liguri, in grande spolvero sul tabellino capitan Di Fulvio e Granados entrambi a segno tre volte.
La vittoria del Recco significa tanto, tantissimo per la pallanuoto italiana. Non tanto perché balza subito al comando del gruppo B in concomitanza con Zagabria che ha battuto l’Hannover, ma soprattutto perché ruggire così forte in trasferta nella tana dei campioni in carica, beh, fa rumore. L’Italia è l’unica che porta tra l’altro due realtà in questa fase finale ad otto squadre della Champions 2025/26: l’altra è il Brescia, sconfitta in casa da Barceloneta 13 a 11 martedì sera, chiamata nei prossimi turni a riscattarsi per tornar chiaramente in corsa per le semifinale.


