Il piano per uccidere in deroga centinaia di migliaia di uccelli protetti subisce una battuta d’arresto. E per il centrodestra in Regione Lombardia è una batosta. Il Tar – Sezione seconda, presidente Gabriele Nunziata – ha dichiarato illegittima la delibera di Giunta n. 4714 dello scorso 14 luglio che autorizzava le doppiette ad abbattere, soltanto in Lombardia, poco meno di 100mila fringuelli e oltre 40mila storni. Il lasso di tempo in cui è stata consentita la mattanza, purtroppo, risale all’autunno scorso (dall’1 di ottobre al 30 di novembre), ma la sentenza del Tribunale amministrativo segna un importante precedente per ciò che accadrà in futuro.
La bocciatura della delibera da parte dei giudici amministrativi porta con sé parole di un certo peso. Secondo il Tar, infatti, sono state violate la legge 157/1992 (volgarmente, la legge sulla caccia) e la Direttiva 2009/147/CE (Direttiva Uccelli) quando si introduce il concetto di “soluzioni alternative” alla caccia in deroga (in deroga, va da sé, alla legge), confermando l’insussistenza dell’assenza di tale principio. Qui i giudici: “La giurisprudenza comunitaria è costante nell’affermare che l’onere di dimostrare
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