Una famiglia distrutta per non essersi fermati a un alt. La comunità di Ceccano è sotto shock per la scomparsa di Giovanni Battista Ardovini (nato 68 anni fa nella città fabraterna), della moglie Patrizia Capraro e del figlio Alessio (41 anni), vittime di un destino atroce consumatosi nella notte scorsa in via Collatina, a Roma.
La tragica dinamica
Tutto ha inizio al Quarticciolo, dove una banda di tre malviventi sudamericani ignora il posto di blocco della Polizia. Ne nasce un inseguimento ad alta velocità tra le strade della Capitale. La corsa dei fuggitivi termina nel modo più drammatico: l’auto dei criminali invade la corsia opposta, trasformandosi in un proiettile che centra in pieno la vettura degli Ardovini. L’impatto frontale è devastante. Per Giovanni Battista e la moglie che era accanto a lui non c’è stato nulla da fare, sono morti sul colpo. La terza vittima, il figlio che si trovava sul sedile posteriore, è deceduta poco dopo il trasporto in ospedale.
Il kit del crimine tra le lamiere
Mentre i tre responsabili sono stati tratti in arresto dalle forze dell’ordine (Polizia e Carabinieri), i rilievi all’interno della loro auto hanno confermato il profilo criminale della banda. Tra le lamiere sono stati infatti rinvenuti: attrezzi da scasso professionali e un jammer (disturbatore di frequenze), strumento tipico dei furti hi-tech.
Il dolore della Ciociaria
La notizia è rimbalzata rapidamente fino a Ceccano, dove la famiglia era stimata e conosciuta nonostante vivesse da diversi anni a Roma. Non si tratta solo di un incidente stradale, ma di una tragedia figlia della criminalità predatoria che ha spezzato tre vite innocenti legate alla terra ciociara.


