di Serena Poli
Mentre il Paese dorme, il governo lavora col favore delle tenebre. Eppure sembra ieri: Giorgia Meloni, dai banchi dell’opposizione, urla contro Conte per il MES. Oggi le tenebre sono il momento ideale per partorire in tutta fretta lo Stabilicum. Ma voglio chiamarlo col suo vero nome: Benitellum.
Siamo di fronte a una legge Acerbo edulcorata. Dopo anni di retorica contro i giochi di palazzo e dopo aver affermato che “chiunque dovesse proporre un sistema proporzionale si assumerebbe la responsabilità di essere nemico dell’Italia”, Meloni si appresta a far passare un proporzionale con un premio di maggioranza capace di trasformare una vittoria di misura in un dominio assoluto. Un meccanismo che non garantisce stabilità, ma esautora definitivamente il Parlamento e il voto popolare. Ricordiamo tutti quando Meloni, nel salotto di Vespa, urlava contro Renzi e l’Italicum, accusandolo di voler scippare la sovranità popolare. Oggi, con lo Stabilicum, firma lo stesso scippo che ieri denunciava, dimostrando che la coerenza è un lusso che ci si concede a parole e solo finché non si hanno le chiavi della stanza dei
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