Il mistero della scomparsa di Emanuela Orlandi è tutto lì, in quel predatore che il 22 giugno del 1983 l’avvicina davanti al Senato con la scusa di farle fare un lavoretto per l’Avon pagato bene, anche troppo. Lei è una ragazzina e chissà cosa sogna di comprare con quei 375mila lire. Quell’uomo non è stato mai rintracciato o identificato ma ha fatto intanto sparire la cittadina vaticana di cui non si hanno notizie da 43 anni. Ieri, nel corso di “Chi l’ha visto” sono stati aggiunti nuovi elementi sugli ultimi attimi in cui la Orlandi è stata vista in vita, rimessi in fila dalla giornalista Federica Sciarelli, alla luce delle nuove indagini su un’amica di Emanuela che frequentava la sua stessa scuola di musica da cui scomparve quel pomeriggio senza lasciare traccia.
Gli ultimi minuti di Emanuela
Quel pomeriggio, Emanuela Orlandi viene inghiottita lungo i pochi metri che separano la scuola di musica “Ludovico da Victoria” in piazza Sant’Apollinare dalla fermata dell’autobus in corso Rinascimento, davanti al Senato. Tutto accade poco dopo le sette di sera, in una manciata di
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