di Enza Plotino
Non ne possiamo più. Io credo che tutti i cittadini e le cittadine di questo Paese siano stanchi di vivere nella paura, di stare rintanati nei propri nascondigli mentali e reali, di accettare passivamente il deserto brutale che la destra sta apparecchiando per acquisire quel potere che gli basta per non aver più bisogno del popolo. Con facce arcigne e livorose, dal Palazzo alle più remote periferie, promettono sfracelli in ogni settore sensibile.
In quest’ultimo periodo, oltre alla carta Costituzionale, è la scuola pubblica nel mirino, con liste di proscrizione, inviti ai delatori a segnalare professori non in linea, “di sinistra”, intromissioni indebite sui percorsi pedagogici. Un’escalation autoritaria e repressiva del governo Meloni e del ministro Valditara che inasprisce gli animi e crea un fronte sempre più largo che vuole ribadire in modo ancor più chiaro di sempre che la scuola pubblica ha dei riferimenti valoriali e culturali fermi e indiscutibili: l’antifascismo, l’antirazzismo, il contrasto di ogni discriminazione. Di questo fronte di lotta fa parte a pieno titolo – e dovrebbe prenderne la testa – il Pd
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