Un Paese reduce da una “svolta epocale” da cui “non tornerà indietro”. Entrato nella preannunciata “età dell’oro“, “più grande, più forte e più ricco che mai”. Un Paese in cui “lavorano più persone che in qualsiasi altro momento della storia”, l’inflazione che “era ai livelli più alti della storia” è stata “fatta calare”, “i prezzi della benzina sono scesi, i tassi sui mutui sono i minimi da quattro anni” e la crescita è “da record”, così come le performance di Wall Street. Con un futuro di prosperità, in cui i dazi “sostituiranno sostanzialmente il moderno sistema di imposta sul reddito” e il resto del mondo si è impegnato a investire “per oltre 18 trilioni di dollari“. È l’America di Donald Trump nella mente di Donald Trump. Nel discorso sullo Stato dell’Unione più lungo della storia – questo record, perlomeno, è confermato – il presidente ha messo in fila i presunti successi economici della sua amministrazione, che secondo la Casa Bianca sta “invertendo il disastro economico di Biden”. I numeri raccontano però una realtà decisamente meno rosea. E gli americani se
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