di Francesco Della Corte
Fra le principali ragioni del Si alla separazione delle carriere fra pubblici ministeri e giudici c’è l’asserita esigenza di limitare la contiguità fra questi due figure di magistrati, ipotetica origine di molti dei mali della giustizia.
Ecco la soluzione: due Consigli Superiori distinti, più una Alta Corte Disciplinare, così pm e giudicanti non si parleranno più, o per meglio dire, non avranno più interesse a scambiarsi favori. Anzi, visto che ci siamo, oltre a dividerli, gli si sottragga anche la possibilità di scegliersi in autonomia i propri delegati nei rispettivi Consigli Superiori, e si faccia invece decidere al caso. D’altra parte hanno dato prova di non essere in grado di autogestire la selezione interna, segno che sono tutti, o quasi tutti, della stessa pasta. E allora uno vale l’altro.
Avremo processi più rapidi? Quello no, e d’altra parte non sembra un problema esattamente all’ordine del giorno. Meno reati da allarme sociale? Nemmeno: la maggioranza delle denunce continuerà ad essere archiviata, e gli autori di truffe telematiche o bancarie, furti, rapine, continueranno in larga parte a farla
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