A dieci anni dall’introduzione del reato di omicidio stradale, il dibattito resta acceso e polarizzato: molti giuristi hanno criticato l’eccessiva rigidità del sistema sanzionatorio e, soprattutto, la scelta di creare una fattispecie autonoma con pene molto severe che, tuttavia, non sempre svolgono una reale funzione deterrente, poiché chi guida sotto l’effetto di sostanze difficilmente compie un calcolo razionale sulla gravità della pena futura. Tuttavia, non mancano casi in cui il reato di omicidio stradale ha mostrato di funzionare bene: tra i più recenti, la condanna a 12 anni di carcere inflitta a un conducente ritenuto responsabile di un incidente che è costato la vita alle tre persone che viaggiavano con lui.
12 ANNI PER UN OMICIDIO STRADALE: IL CASO DI BARI
Il caso in questione riguarda il terribile incidente stradale avvenuto l’11 dicembre 2022 sulla SS 96, alle porte di Modugno, hinterland di Bari. Nell’impatto della vettura, alla cui guida c’era Gaetano Caputi, contro un muro in cemento, morirono tre ragazzi: Sara Grimaldi, 19 anni, Elisa Buonsante, 25, e Michele Traetta, 21. Lo scorso 19 febbraio Caputi è stato condannato
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