Una rete di depositi per nascondere computer, fotografie e altre attrezzature, spostati dalla sua casa mentre le indagini si avvicinavano a lui. Jeffrey Epstein, ha rivelato il Telegraph che ha esaminato alcune mail, aveva affittato almeno sei magazzini in tutti gli Stati Uniti – a partire dal 2003, pagandoli fino al 2019, anno in cui si è suicidato in carcere – e pagato investigatori privati per trasferire il materiale dalle sue case ai magazzini prima che le autorità potessero eseguire i mandati di perquisizione nelle sue residenze. I siti sono stati utilizzati per conservare oggetti provenienti dalle case di Epstein, tra cui computer e cd dalla sua isola privata nei Caraibi, Little Saint James. I mandati di perquisizione, che facevano parte della tranche di tre milioni di documenti relativi a Epstein rilasciati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, hanno anche rivelato che le autorità statunitensi potrebbero non aver mai perquisito i magazzini, i quali potrebbero contenere prove inedite legate ai suoi reati.
I messaggi esaminati dal tabloid sono l’ennesima prova che l’imbarazzo creato post mortem alla Casa Bianca dal
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