Milano, 20 feb. (Adnkronos) – E’ in un contesto di “dissapori e tensioni” tra il poliziotto Carmelo Cinturrino, su cui incombono gravi ombre di un possibile giro di corruzione legato al mondo dello spaccio di droga, e il pusher Abdherraim Mansouri, che va contestualizzato quanto accaduto il pomeriggio dello scorso 26 gennaio quando il 28enne è stato ucciso con un colpo di pistola sparato dall’assistente capo in servizio al commissariato di Mecenate durante un controllo anti spaccio nel boschetto di Rogoredo, alle porte di Milano. Dissidi dell’ultimo periodo che potrebbero essere legati alla richiesta di pizzo che, secondo un’informativa, veniva chiesto a più spacciatori della zona e che il giovane potrebbe essere stato stanco di subire.
E’ questa l’ipotesi investigativa su cui si concentra la Squadra Mobile e la Procura di Milano che ormai ritiene certa l’ipotesi che il giovane di origine marocchina sia stato colpito da disarmato e mentre era al telefono con un amico, il quale avrebbe sentito lo sparo. Un orario preciso da cui trascorro ben 23 minuti prima che il poliziotto indagato per omicidio volontario
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