La contraddizione emerge ormai in maniera significativa: è meglio contrastare il “troppo turismo” e l’immigrazione, o continuare a far entrare nelle tasche del Paese molto denaro grazie a chi qui arriva, proveniente dal resto del mondo?
La maggioranza di governo, capeggiata dalla tanto amata quanto criticata Takaichi Sanae, si trova a dover risolvere una notevole quantità di interrogativi. E non solo rispetto alla gestione di turisti e turiste, ma anche per quanto riguarda la crescente ondata di diffidenza che sfiora l’avversità verso chi, non essendo giapponese, nel Paese vive e lavora.
Dai dati disponibili sul turismo del 2025 si scopre che, mentre il settore dei viaggi e il governo godono dei benefici economici post-pandemia, il malcontento tra cittadine e cittadini continua a crescere a causa del gran numero di turisti concentrati nelle principali destinazioni.
Quest’anno si sta rivelando davvero impegnativo per il Giappone, dal punto di vista della proverbiale accoglienza.
Gran parte dell’impennata del turismo continua ad essere alimentata in maniera significativa dalla debolezza dello yen, e come risposta le autorità stanno intervenendo con misure severe. Da luglio verrà triplicata
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