All Star Game niente male
L’All Star Game non potrà mai più avere lo stesso fascino che aveva fino a più o meno i primi anni del 2000. Bisogna mettersi il cuore in pace, smettere di fare i nostalgici. E non solo perché ci sono state tante, troppe, edizioni imbarazzanti in quanto a spettacolo e voglia di competere che ne hanno minato la reputazione. Sì, c’entra, ma non è il solo elemento. È cambiato lo scenario, è cambiato l’universo. Negli anni ’90, per dire, era l’unica vetrina vera che avevano certi giocatori per farsi vedere al mondo, per varcare i confini degli USA. Ma era anche una delle rare occasioni che avevano gli appassionati per ammirare cose “mai viste”. Era l’unica finestra su “Marte” durante l’anno. Oggi, è evidente, viviamo immersi in un’abbondanza di contenuti senza precedenti. Abbiamo visto già praticamente di tutto. Dee Brown nel 1991 vinse la gara delle schiacciate gonfiando le sue Reebok Pump, inchiodando semplicemente a una mano e coprendosi gli occhi con il braccio sinistro.
Nulla di che, ma cose simili si vedevano col contagocce
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