Paolo Virzì è finito al centro di una battaglia legale a causa del suo film “Cinque secondi”. Come riporta Il Corriere della Sera, all’origine del contenzioso c’è il personaggio di Matilde Guelfi Camaiani. Secondo la produzione della pellicola, la figura è liberamente ispirata a una contessa esistita realmente. Stefano Guelfi Camaiani, l’erede della donna, ha citato in giudizio le case di produzione Greenboo Production e la Indiana Production, sostenendo che non sia mai esistito un accordo tra le parti per utilizzare il nome della zia e della sua casata.
Il nobile si è scagliato contro il film sostenendo che la famiglia sarebbe stata dipinta come decaduta e travolta da problemi finanziari. L’erede ha chiesto ai giudici del Tribunale di Firenze un provvedimento d’urgenza per bloccare immediatamente la distribuzione del film. L’accusa è quella di lesione del diritto all’identità personale e violazione della riservatezza sulla storia familiare. Stefano Guelfi Camaiani ha dichiarato a Il Corriere della Sera: “Nel film la famiglia è rappresentata come nobile decaduta, coinvolta in vicende di dissesto finanziario, uso di droga, reati, suicidio e problemi psichiatrici”. E
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