di Rosamaria Fumarola
La storia arricchisce le prospettive con cui una medesima cosa può essere osservata e talvolta riesce a mutare radicalmente il nostro sguardo nei confronti di quella stessa cosa. Altrettanto di frequente accade che il senso di fatti ed eventi appaia mutato rispetto a ciò che in origine era. È questa la ragione per la quale è necessario interrogarsi sempre sullo status dell’uso anche di fatti molto lontani nel tempo.
Da poco è trascorso il Giorno della Memoria, durante il quale si sono commemorate le vittime della Shoah. Tra i tanti interventi molto mi ha colpito quello che Sami Modiano ha tenuto ad un gruppo di giovani e che ancora una volta ha confermato il mio personale convincimento della incolmata distanza esistente da sempre, tra le vite e le sofferenze dei singoli e la speculazione che il potere ne fa per trarne vantaggio.
Maledetto sia, ricordava Primo Levi, chi da quelle sofferenze ha distolto lo sguardo permettendo che la tragedia della Shoah trovasse compimento. Levi ci ha insegnato che la responsabilità non poteva essere individuata in un gruppo
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