6 gennaio 1980: il giorno in cui la mafia uccise Piersanti Mattarella e il futuro della Sicilia

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Il delitto del 6 gennaio 1980

La mattina di domenica 6 gennaio 1980, in via della Libertà a Palermo, Piersanti Mattarella venne assassinato mentre si recava a messa insieme alla moglie Irma, alla figlia Maria e alla suocera. Alla guida della sua Fiat 132, il presidente della Regione Siciliana fu raggiunto da numerosi colpi di pistola calibro 38 sparati attraverso il finestrino da un sicario che si avvicinò a piedi. Dopo i primi colpi, l’assassino si allontanò per ricevere una seconda arma da un complice a bordo di una Fiat 127 bianca, quindi tornò indietro per esplodere altri colpi. La moglie Irma rimase ferita a una mano nel tentativo di proteggere il marito.

La Fiat 127 utilizzata per la fuga venne ritrovata nel primo pomeriggio a circa 700 metri dal luogo del delitto, con targhe contraffatte. Le indagini rivelarono che l’automobile era stata rubata la sera precedente a poche centinaia di metri dall’abitazione di Mattarella, così come le targhe utilizzate per alterare la targa originale. Tutti i luoghi coinvolti nella preparazione del delitto si trovavano in un’area estremamente circoscritta, segno

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