Salvati da condizioni disumane, rinchiusi in gabbie e maltrattati, decine di orsi bruni siriani in Armenia vengono accolti in centri di riabilitazione per reimparare a vivere liberi. Ne sono un esempio Max e Minnie che ora godono di spazi aperti e ricevono cure veterinarie dopo anni di cattività
20 Ottobre 2025
@international_animal_rescue/Instagram
Nel cuore di Yerevan, la capitale dell’Armenia, alcuni orsi bruni siriani vivevano in condizioni disumane, rinchiusi in cortili, scantinati e persino officine. Una madre con un cucciolo e un maschio adulto, sovrappeso e malnutrito, erano confinati in gabbie improvvisate con metallo e filo, circondate da cibo marcio e rifiuti. L’assenza di cure veterinarie e i segni di abuso fisico rendevano evidente il loro lungo periodo di sofferenza e privazioni.
Le pratiche di tenere orsi selvatici in cattività sono aumentate in Armenia negli anni ’90, durante il post-sovietico caos economico, quando gli animali venivano catturati come simbolo di prestigio o attrazione turistica. Sebbene la legge armena vieti


