Il bando danese di 23 pesticidi contenenti PFAS riaccende l’attenzione sull’inquinamento delle acque sotterranee in Europa, mentre la Unione europea resta in attesa di un’azione comune
14 Luglio 2025
Una decisione necessaria: l’Agenzia danese per la protezione dell’ambiente ha annunciato il ritiro dell’autorizzazione a 23 prodotti fitosanitari contenenti PFAS, sostanze note per la loro persistenza nell’ambiente e la loro capacità di contaminare le falde acquifere. Una mossa che non solo mette in primo piano la tutela della salute pubblica e degli ecosistemi, ma lancia anche un segnale forte agli altri Stati membri dell’Unione europea.
Il provvedimento danese riguarda sei principi attivi – fluazinam, fluopyram, diflufenican, mefentrifluconazolo, taufluvalinato e flonicamid – impiegati in agricoltura e che, secondo lo studio “TriFluPest” condotto dai Servizi geologici nazionali per la Danimarca e la Groenlandia (GEUS), si degradano formando acido trifluoroacetico (TFA), un composto PFAS a catena corta. Il TFA è altamente mobile nel suolo, resistente alla degradazione e può raggiungere facilmente le acque sotterranee, con possibili


