Un altro femminicidio, un’altra giovane vita spezzata, un’altra scusa di stampo patriarcale. Il caso di Martina Carbonaro non è un’eccezione, ma l’esito sistemico di una cultura che giustifica il possesso e la violenza. Cambiare non è un’opzione: è un’urgenza collettiva
28 Maggio 2025
È accaduto di nuovo. Una casina abbandonata, nessuno in strada, una pietra. Giù colpi assassini per trovare vendetta, una donna che non ti vuole è un brutto rospo da ingoiare. Allora giù, colpi assassini e sangue ovunque, un corpo abbandonato in un armadio. Un bel sistema per far sfavillare il mio ego maschio. Ancora giù, colpi assassini e jeans strappati, non mi interessa dei nostri pochi anni, una donna che non mi vuole è un affronto che non posso tollerare.
È accaduto di nuovo. Stesso schema, stessa logica, stesse ributtanti giustificazioni di patriarcale genesi: “l’ho uccisa perché mi aveva lasciato”. Così ha detto il quasi diciannovenne che ha tolto la vita a Martina Carbonaro,
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