Bahundangi era un tempo noto per i conflitti tra i suoi abitanti e gli elefanti selvatici in migrazione. Oggi, grazie a un mix di agricoltura innovativa, supporto governativo e una nuova consapevolezza, è diventato un modello di coesistenza pacifica
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A Bahundangi, un remoto villaggio nepalese al confine con l’India, si sta scrivendo una storia di convivenza pacifica tra uomini ed elefanti.
Un tempo, Bahundangi era teatro di un conflitto senza esclusione di colpi. Gli elefanti asiatici, giganti gentili costretti a razziare i villaggi in cerca di cibo, e gli abitanti, esasperati dalla distruzione dei raccolti e dalla costante minaccia alla propria incolumità. Morti, feriti, case distrutte: la cronaca degli ultimi anni è un bollettino di guerra. Oggi, invece, regna una pace inaspettata, frutto di un cambiamento radicale raccontato dal giornalista Deepak Adhikari in un reportage per Mongabay.
Ma come è stato possibile trasformare un campo di battaglia in un esempio di coesistenza? La risposta è un mix di ingegno, perseveranza e, soprattutto, un cambio di prospettiva. Tutto è iniziato circa dieci anni fa, quando gli abitanti


