Dopo le indicazioni del Ministero, una nuova indagine evidenzia ancora gravi criticità nella sicurezza delle zuppe pronte refrigerate, dalla catena del freddo insufficiente ai limiti dei tempi di riscaldamento indicati, inadeguati per eliminare il rischio botulino
La morte di una donna a Roma, avvenuta lo scorso ottobre e collegata al consumo di una vellutata ai carciofi, ha acceso i riflettori sulla sicurezza dei piatti pronti refrigerati.
In seguito alla tragedia, il Ministero della Salute, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), ha evidenziato che le indicazioni di riscaldamento riportate sulle confezioni di queste zuppe – in media 3-5 minuti al microonde – sono insufficienti per eliminare il rischio botulino.
Ne abbiamo parlato qui: L’errore che non devi mai fare quando scaldi una zuppa pronta
Il Ministero ha allora introdotto una nuova raccomandazione: bollire i prodotti per almeno 5 minuti prima del consumo. Ma forse non bastano nemmeno quelli.
Un’indagine condotta da Il Salvagente, infatti, pubblicata nel numero attualmente in edicola e in digitale, ha mostrato che questo non è sufficiente. Per garantire il raggiungimento dell’ebollizione, il
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