Gli emendamenti al decreto Milleproroghe, in questi giorni in discussione al Senato per la conversione in legge, rappresentano probabilmente l’ultima possibilità di attenuare l’impatto della nuova tassazione sui fringe benefit delle auto aziendali, che dal 1° gennaio 2025 ha aumentato il costo chilometrico dei modelli termici (benzina, diesel e gpl, oltre che full e mild hybrid) concessi a uso promiscuo, con la sola esclusione delle vetture con emissioni superiori a 160 g/km di CO2. Più precisamente sono 3 le proposte bipartisan per posticipare di 6 mesi o di 1 anno l’aumento e anche per evitare la beffa di coinvolgere chi ha ordinato l’auto nel 2024, quando ancora non si conosceva la nuova tassazione.
FRINGE BENEFIT AUTO AZIENDALI: LE NUOVE ALIQUOTE 2025
Come è noto, le auto aziendali (ma anche motocicli, ciclomotori e autocaravan) concesse in uso promiscuo ai dipendenti, ossia quelle utilizzabili sia per esigenze di lavoro che per esigenze private, costituiscono una forma di remunerazione ‘in natura’ complementare alla retribuzione principale ‘in denaro’, e sono pertanto soggette alla tassazione prevista per il fringe benefit, che è appunto una retribuzione aggiuntiva in


