Marco Perazzini parla al Resto del Carlino e, dopo aver ringraziato i soccorritori per l’enorme sforzo, annuncia l’intenzione di rivolgersi ai magistrati
Se le condizioni meteorologiche erano troppo proibitive, l’accesso alla montagna andava impedito. Per non mettere a repentaglio la vita degli scalatori e degli eventuali soccorritori. Ne è convinto Marco Perazzini, fratello di quel Luca Perazzini che è rimasto bloccato da una bufera nel vallone dell’Inferno sul Gran Sasso con l’amico e collega alpinista Cristian Gualdi. I due scalatori sono stati ritrovati senza vita dopo cinque giorni, con le ricerche inizialmente sospese a causa delle condizioni meteo proibitive. «Né mio fratello Luca né Cristian erano inesperti o sprovveduti, come qualcuno ha scritto in questi giorni», si sfoga Marco Perazzini


