Il 13 marzo di 750 anni fa veniva assassinato a Viterbo Enrico di Cornovaglia

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Il 13 marzo di 750 anni fa veniva ucciso nella chiesa di San Silvestro a piazza del Gesù a Viterbo Enrico di Cornovaglia. Tale misfatto è ricordato anche da Dante nella Divina Commedia: “Colui che fesse in grembo a Dio / lo cor che ‘n su Tamisi ancor si cola (If XII 119-120).

Enrico di Cornovaglia era il figlio di Riccardo di Cornovaglia, re di Germania, imperatore designato, e della sua prima moglie Isabella.

Nacque nel castello di Haughley. Essendo cugino sia di Enrico III che di Simone V di Montfort, si ritrovò suo malgrado a partecipare alla Seconda guerra dei baroni. Si schierò con i realisti e fu tra i prigionieri fatti a Lewes nel 1264, ma venne in seguito rilasciato.

Il 5 maggio 1269, presso il Castello di Windsor, Enrico sposò la nobile Costanza di Béarn. La coppia non ebbe figli e l’erede al titolo paterno passò al suo fratello minore Edmondo di Cornovaglia. Nel 1268 gli era stato chiesto di andare dalla Sicilia, dove si trovava insieme a coloro che avevano partecipato all’ottava crociata, in missione in Guascogna, per pacificare la regione.

Partì allora con Filippo III di Francia e Carlo d’Angiò al seguito del corteo funebre che riportava in Francia i resti di Luigi IX, che era morto da crociato in Tunisia.

Il 13 marzo del 1271, durante una lunga sosta del corteo a Viterbo, Enrico di Cornovaglia stava assistendo alla messa nella chiesa di San Silvestro, ma venne improvvisamente raggiunto dai cugini Guido e Simone di Montfort il giovane, i quali desideravano vendicarsi su di lui dell’affronto subito dal re d’Inghilterra Enrico III, il quale aveva ucciso loro sia il padre che il fratello nella battaglia di Evesham, mutilando successivamente i loro cadaveri.

Enrico, proprio durante l’elevazione dell’ostia, fu brutalmente ucciso con colpi di spada. Cercò invano di rifugiarsi sull’altare.

Il delitto provocò anche alcune vittime innocenti (i due chierici che assistevano il celebrante) e, sia per l’efferatezza che per la profanazione del luogo sacro, destò molto scalpore in tutta Europa.

A Viterbo, proprio in quei giorni, si stava ancora svolgendo il celebre, primo, lunghissimo conclave che portò all’elezione di Gregorio X dopo ben 1006 giorni di Sede vacante.

Si dice che il cadavere di Enrico di Cornovaglia, dopo lo scempio fatto dai Montfort, fosse stato bollito. Le ossa sembra che fossero state portate in Inghilterra, mentre il suo cuore, racchiuso in una teca d’oro, fu probabilmente posto sulla colonna in cima al ponte di Londra sopra il fiume di Tamigi.

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